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Verzuolo è
un animato paese di circa seimila abitanti che sorge lungo la
statale fra Cuneo e Saluzzo, composto da un nucleo medioevale
denominato "La Villa", da un agglomerato moderno che si
distende nella pianura e da diverse frazioni, di cui le più
importanti sono Falicetto e Villanovetta. Tanti centri in
un solo paese, dunque, tanti paesaggi, tanti itinerari diversi
da percorrere in pianura ed in collina alla sua
scoperta. Arrivando da Saluzzo, al termine del viale che
fiancheggia la statale, si imbocca a destra la Via del
Castello. Qui sorge appartata e quieta la Parrocchiale dei
Santi Filippo e Giacomo, eretta dai padri Cappuccini tra il
1706 ed il 1712. Risalendo la via verso La Villa, si
incontrano esigue tracce dell'antica Porta Capala che segna
l'inizio del borgo medioevale fino al 1990, quando fu
abbattuta a causa di un malaugurato incidente. Dopo pochi
passi ci si trova su di un rustico slargo: è piazza Buttini,
ove si affaccia la Chiesa della Confraternita, costruita fra
il 1728 ed il 1749. La via principale, valicato il ponte
sul torrente, conduce adesso alla parte che costituisce il più
antico nucleo abitativo di Verzuolo: il "ricetto", che sorse
all'inizio del XI secolo ai piedi della rocca fortificata, nel
cuneo formato dai due rivi che scendono dalla collina di Santa
Cristina. Oltrepassata la porta, ci si trova di fronte ai
due manufatti più importanti del paese dal punto di vista
artistico: l'Antica parrocchiale ed il campanile. Il campanile
restaurato nel 1975 risale, nel primo piano, all'XI secolo,
negli altri quattro al XII e sembra essere il più antico
esemplare romanico della zona. Nel corso del XI secolo,
quando venne innalzato il campanile, nella volta della cella
furono praticati dei fori per il passaggio delle funi delle
campane, rovinando così gli affreschi della volta, che
costituiscono un'importante testimonianza della pittura
romanica del saluzzese, risalenti all'ultimo decennio dell'XI
secolo e raffiguranti le storie di San Nicola di
Bari. Tornati all'esterno, rivarcata la soglia del ricetto,
si passa davanti alla cappella della pietà, eretta nel 1712,
spogliata dell'arredo e murata in seguito alla sconsacrazione
che la colpì per la cremazione dell'ultimo
proprietario. Proseguendo la salita per la larga via di
terra battuta, ci si inerpica verso la sommità della collina
dove, a destra, si apre l'accesso al castello, a cui non sono
purtroppo consentite le visite, essendo pericolante e di
proprietà privata, ma nei mesi invernali si può scorgere
qualche particolare della sua eccezionale imponenza, da alcuni
punti panoramici sulla collina. Palazzo drago, alla
convergenza tra Via Marconi e Via Valcrosa, fu edificato nei
primi anni del 180, e fu poi venduto nel 1873 al Comune di
Verzuolo che ne fece la sua sede fino al 1962. Uscita da
Palazzo Drago, imboccando la discesa di Via Marconi, si giunge
di fronte all'attuale sede del palazzo comunale. Al suo
interno sono custoditi preziosi frammenti di un codice della
Divina Commedia, risalenti alla seconda metà del XIV secolo. I
frammenti (canti XXIII - XXVI - XXVIII - XXIX - XXX) a
grandezza naturale sono visibili al pubblico. Attraversata la
centrale Piazza Martiri, si giunge di fronte alla Cartiera
Burgo, fondata nel 1905 dall'ing. Luigi Burgo. La cartiera,
insieme con la Scott, costituisce un elemento essenziale
dell'economia del territorio saluzzese. Il largo corso
pedonale è stato chiamato Paschero, perché in epoca medioevale
era zona di libero pascolo. Come fondale allo scenario del
Paschero, sta la Parrocchiale di Santa Maria della Scala in
sobrio stile barocco, eretta tra il 1737 ed il 1790. Altre
bellezze di Verzuolo sono rintracciabili lungo la strada che
porta alla collina di Santa Cristina; l'eremo di San grato, la
cappella di San Bernardo e il santuario omonimo. La
salubrità dell'aria e la ricchezza di acque purissime hanno
reso la collina di Santa Cristina, nei primi decenni di questo
secolo, frequentato luogo di vacanza e oggi meta di escursioni
estive. |